martedì 26 luglio 2016

C'è anche una Grecia che riparte!ACTIVATE TALENTS FOR THE RENAISSANCE OF GREECE


Grazie soprattutto a Petros Kondoguris


http://www.heracles-lab.com/#!home/zu6s0


The NAMCO through the Innovation Lab Heracles offers FREE of any charge its forum to anyone interested to enlarge our horizon on subject of Hellenic Culture Values as well as Applied Innovation Technologies.
Scientific preliminary evaluation of the submitted applied innovation and screen out those selected for R&D process of Greek & Bulgaria talented young engineers.
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Further development of NAMCO’s unique MULTIPLATFORM by using composites (Carbon fibers). Apply and advertise its advantages, low weight, fuel saving, environment benefits.
Same UNIPLATFORM, R&D uniquely from bamboo. Some advantages out 1 / 4 cheaper in production.
Implementation of NAMCO’s PONY-CITY e-plug with lithium ion batteries charged in as little as 5 (five) minutes and run at high power for as long as 10 (ten) hours.
R&D for new software with Finite Elements.
Publicized all R&D progress and innovation in internet.
Practical training courses, with NAMCO’s plant in DYNATEC® (DYNAMIC TECHNOLOGIES) production. Imported for high localization in selected emerging Countries, using unskilled labour.
Standardize all parameters of PONY® MINI PLANT production.
Further development of simplified New PONY® Models, with no elections. Robust and reliable for off-road use.
Exploit commercially any applied innovation and/or patents developed in Heracles Lab. And reinvest all net bank to receipts in the Lab.
Enhance further the existing relations with research center of six technical Universities co-operation with NAMCO.
Award every two years a NAMCO Innovation Prize of € 10.000 to the best commercialized innovation by any Greek or Foreign origin.

sabato 18 giugno 2016

Tra migranti in Grecia e un Europa cinica ...la situazione in Grecia va al di là di ogni immaginazione.Un sistema di accoglienza tra accampamenti informali e un sistema governativo che somiglia ad un ricovero coatto.

Migranti in Grecia, una vita di violazioni dei diritti umani
Rimane sempre difficile scrivere qualcosa sulla situazione dei migranti in Grecia che non sia banale e che non sia già stato detto. Si sono versati fiumi di parole sulla loro situazione e sulle centinaia di volontari indipendenti che li hanno accolti sostituendosi all’Europa.
Parlerò di loro raccontandovi il nostro ultimo viaggio insieme a Ospiti in Arrivo, associazione friulana che da qualche anno aiuta i migranti. Insieme abbiamo deciso di raccogliere informazioni dettagliate sui centri di accoglienza e sui campi informali, inoltre abbiamo scelto di intervistare i migranti e i volontari indipendenti per conoscere la loro storia e la situazione reale dei campi; infine ci siamo informati sul (mal) funzionamento del sistema informativo per le richieste d’asilo.
Presentiamo qui un abstract dell’elaborazione dei dati raccolti in Grecia, curata dagli antropologi e sociologi dell’associazione friulana, che vuole essere l’inizio di un possibile nuovo modello di analisi sulla situazione dei migranti. Il lavoro verrà presentato nei prossimi mesi ma soprattutto verrà divulgato perché possa essere condiviso con il resto del mondo del volontariato.
Più volte mi sono chiesta se avesse ancora senso continuare ad aiutare i migranti con i nostri piccoli gesti ma, mai come in questo viaggio, ho avuto la netta percezione del loro bisogno di costruire relazioni e di conoscere realmente cosa stia loro accadendo.
La vita dei migranti in Grecia è attraversata costantemente da violazioni dei diritti umani.
Con l’aiuto di una mediatrice linguistica abbiamo intervistato dei migranti e ci siamo resi conto che, nonostante l’informazione sia uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, ancora in pochi erano riusciti ad avviare la pratica per il riconoscimento dell’asilo e gran parte di loro non aveva neppure ricevuto le informazioni necessarie. Tutti sventolano fieri un foglio, scritto integralmente in greco, per loro assolutamente incomprensibile: credevano fosse utile per la loro richiesta di asilo mentre in realtà non era altro che un permesso temporaneo di soggiorno (di 6 mesi per i siriani, per altri anche di meno).
Per tutti coloro che non si trovano nei campi governativi, l’accesso alla richiesta di protezione internazionale è un’impossibile chiamata Skype ad un numero mai raggiungibile. Oltretutto si dà per scontato che persone in fuga possiedano cellulari o tablet all’ultima moda. Vi sono enormi problemi per i ricongiungimenti familiari che, pur essendo previsti, stentano a concretizzarsi. Vi è inoltre l’impossibilità di capire se siano effettuati tutti gli accertamenti utili a garantire il principio di non refoulement.
La situazione in Grecia va al di là di ogni immaginazione. Il sistema di accoglienza, anche se con molte difficoltà, ha funzionato quasi esclusivamente nei campi informali mentre il sistema governativo somiglia ad un ricovero coatto.  Quello che vediamo attraverso i canali di informazione non è altro che una sterile rappresentazione dei numeri e non viene mai offerta la possibilità di sapere quello che realmente sta avvenendo. Si parla di accoglienza e nessuno accenna mai alla carenza di cibo, all’assenza di acqua e alle condizioni assolutamente precarie in cui tutti vivono e che coinvolgono anche le persone più vulnerabili ed addirittura i minori non accompagnati. Per questi ultimi dovrebbe essere prevista un’accoglienza specifica ma si fa finta di non accorgersi che centinaia di ragazzi sono soli nei campi. Non è servito neppure l’isolato intervento della Commissione Europea che, sottolineando le condizioni del campo di Moria, a Lesbo, ha chiesto invano alla Grecia di occuparsi dei minori accogliendoli in un posto adeguato. Tutto è rimasto com’era. Si gira lo sguardo ed intorno a noi si trovano centinaia di ragazzi soli.
In questo sistema di accoglienza l’Europa non esiste e, con la firma dell’Accordo UE/Turchia che prevede la ricollocazione dei migranti in territorio turco ed un successivo parziale ricollocamento, ha così ritenuto sufficiente il suo impegno nei confronti dei migranti, lasciando sola una Grecia sull’orlo della bancarotta.
In questa situazione credo purtroppo che, ad eccezione delle Ong dedicate alla salute, tutte le altre non abbiano brillato. Si sono certamente viste in Grecia ma con un’offerta di interventi mai coordinati tra loro e spesso assolutamente carenti. in tutti questi mesi, non sono state in grado di creare una rete che evitasse duplicazioni e migliore distribuzione delle risorse economiche e del capitale umano. Difficile comprenderne i motivi. E’ vero che la situazione non si presta ad una facile gestione, ma la mancanza di coesione tra le Ong sul territorio non sembra fino ad ora aver risolto la situazione. Infallibile ma evidentemente per alcuni troppo scontato, il sillogismo “più grande è la concordia e maggiore è l’unione, allora migliore è la forza”.
Andrebbe poi analizzata e compresa l’azione degli Organismi Internazionali che, nonostante la loro presenza in Grecia, non sono riusciti ad oggi ancora a dimostrare la vera efficacia dei loro interventi. Penso inoltre che sarebbe utile comprendere fino in fondo come vengano utilizzati i contributi volontari di governi, aziende, e privati cittadini, cosicché si possa trovare insieme la strada da percorrere per ottenere risultati migliori.
Ai Migranti non servono comunicati stampa che riportano dati o convegni che in questi ultimi anni proliferano in tutta Europa. Occorrono legali in grado di supportarli nelle pratiche di richiesta asilo, è indispensabile il sostegno di psicologi che intervengano per fornire un supporto a chi quotidianamente porta con sé il ricordo del dramma vissuto nella propria terra. Tutto questo non è garantito e ove raramente presente è del tutto insufficiente. Chi dice il contrario probabilmente non è stato in Grecia.
Dopo questo lungo elenco di carenze e tristi realtà, è giusto anche raccontare con un sorriso la presenza di centinaia di volontari europei indipendenti che non si rassegnano alle scelte di questa Europa. E’ grazie ad alcuni di loro che nasce la No Border Radio in diretta streaming dal campo di Eko Station, è così che si creano spazi di accoglienza affinché i bimbi possano giocare e luoghi in cui le donne possano parlare tra di loro per tornare, anche solo per un momento, ad essere donne e non soltanto madri, è con alcuni di questi volontari che ad Idomeni si è potuto creare un centro culturale per i bambini e per gli adulti.
Tutto ciò però non è sufficiente, bisognerà pretendere molto di più e su questo la politica continua a non fare la propria parte. Se l’Europa non tornerà ad essere quella della fratellanza e dei popoli, verrà un giorno in cui guardando indietro ci vergogneremo per aver lasciato migliaia di donne, bambini, anziani e uomini in attesa di un rifugio salubre e sicuro. Quello sarà il giorno in cui la Storia chiederà conto ad un’Europa che ha rinnegato ciò che la poteva far grande: la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
*Coordinatrice Servizio Rapporti con le Ong
IDOMENI – 23 MAGGIO 2016 – IL FILMATO DI STEFANO SCIALOTTI 
19 giugno 2016

http://www.articolo21.org/2016/06/migranti-in-grecia-una-vita-di-violazioni-dei-diritti-umani/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

domenica 29 maggio 2016

BPW Perle dal Mondo:Gemellaggio Battipaglia Atene (2-5 giugno 2016)


   



                                      PROGRAMMA DI ATTIVITÀ

GIOVEDI, 02 GIUGNO 2016-

Ore 15.00 Arrivo in aeroporto internazionale di Atene

Ore 17.00-19.30 Tempo libero in hotel

Ore 20.00-22.00 Cena al centro di Atene

VENERDÌ, 3 GIUGNO 2016

Ore   9.30-13.30 Visita guidata presso l'Acropoli e il Museo dell'Acropoli

Ore 13.30-15.30 Pranzo presso l'area Plaka

Ore 16.00-18.00 Tempo libero in hotel

Ore 18.30-20.30 Keynote Discorsi & Gemellaggio Ceremony (Golden Age Hotel)

Ore 20.30-22.30 Cena di Gala (Golden Age Hotel - Sala Banchetti)

SABATO 4 GIUGNO 2016

 Ore   9.00-11.00 Partenza in autobus a Micene ed Epidauro

Ore 11.00-13.00 Visita guidata ai monumenti antichi

Ore 13.00-15.00 Pranzo presso l'area Epidauro / Micene

Ore 15.00-16.00 Partenza inautobus per Naflplio

Ore 16.00-18.00 caffè e dessert

18.00-20.00 Ritorno ad Atene

DOMENICA 5 GIUGNO 2016

Ore 10.30-12.00 Prima colazione e caffè addio

Ore12.00 Partenza per l'aereoporto internazionale di Atene

mercoledì 11 maggio 2016

Lontani dalla cultura, più vicini alle crisi: un rinascimento euromediterraneo è possibile?”


Il libro, edito da Albeggi nel 2014 e vincitore dell’Alexandria Scriptori Festival 2014, è la rivisitazione in chiave positiva e propositiva della crisi greca, dove accanto a numeri nefasti e trend in peggioramento, si stimoli il vecchio continente a riformarsi per non esaurire la propria spinta propulsiva, sulla scorta degli auspici dei padri fondatori dell’Unione: De Gasperi, Adenauer, Spinelli. E coinvolgendo storie di eroi ellenici, del passato e del presente, che possano essere un pungolo per cittadini e classe dirigente, nella consapevolezza che l’Europa o è mediterranea o non è. 

Nel 2015 il Ministero degli Affari Esteri italiano e l’Istituto Italiano di Cultura di Atene lo hanno ritenuto meritevole di essere tradotto in lingua greca per fini sociali e culturali.  
“Millenni prima di Cristo la Grecia ha prodotto un qualcosa da cui si sono abbeverati nel corso dei secoli tutti i popoli e tutti gli Stati: la civiltà – osserva De Palo - . Il cosiddetto “politismòs” è stato il collante di successi e trionfi, proliferazione di altre civiltà e progresso scientifico, curvoni della storia, discese e risalite. No, non è questo un cocciuto e retorico invito alla nostalgia, bensì una scommessa: rischiosa ma affascinante. La rivoluzione, sin qui dimenticata, del grande bagaglio storico e culturale della Grecia potrebbe oggi essere nuova linfa per il tanto auspicato Eurorinascimento Mediterraneo, che occorre come l’aria tanto alla Grecia quanto agli altri stati membri. Punirne uno per educare altri ventisette non scongiurerà i rischi che sono, evidenti, sul tavolo. La questione della messa in comunione dei debiti, il tentativo di sviluppo europeo senza incrinare i rapporti di buon vicinato a oriente e a occidente, la mancanza strutturata di una politica culturale, il dossier migrazioni, le dinamiche energetiche con i nuovi intrecci geopolitici, il fronte caldo caldissimo del Medio Oriente, le interlocuzioni con i Paesi Brics. In una sola parola: un’agenda europea condivisa e forte che non releghi il vecchio continente a comparsa”. 

Secondo De Palo “tutto questo ha un suo peculiare cordone ombelicale con l’Egeo. Se è pur vero che ne La Repubblica Platone istruiva al compito principale di “invitare a pensare sul destino della vita individuale e sociale degli uomini per un destino da immaginare, argomentare e costruire”, è altrettanto vero che negli ultimi cinque lustri è mancata clamorosamente una seria e lungimirante programmazione sociopolitica anche da parte delle elites. Queste ultime anziché fare da pungolo alla politica europea si sono assopite in una mescolanza, limacciosa e afona, che ha prodotto l’euroimmobilismo a cui oggi si assiste. Una politica che fa a meno di domande, spunti, analisi e dita alzate per eccepire è una politica che non ha vita lunga. E che in quella breve parabola non produce buoni frutti, ma rattoppi o ancora peggio danni”. 

E conclude: “Società e politica devono tornare a parlarsi e a capirsi, a dibattere e a decidere per il meglio, a scontrarsi per consentire che nasca l’idea. Devono imitare i dialoghi socratici, quando le ore trascorse a discutere di tesi e contro tesi, a smontare le opinioni altrui per rimontarne una più corretta, non erano mai troppe”.  
“Essere un filellina non significa ingegnarsi per reperire tout court giustificazioni o per essere ciechi partigiani di un popolo. Essere un filellina vuol dire inchinarsi a quello sterminato alfabeto di civiltà che è proliferato millenni fa per farne tesoro, per attualizzarlo in tempi di globalizzazione selvaggia, per distillarlo nelle giovani generazioni affinché non crescano scoraggiate, per inculcarlo nelle anime di chi è classe dirigente ma ne dimentica ruolo e funzione sociale, per rafforzarlo nei veri grandi eroi dell’Europa che vuole scacciare il medioevo 2.0 in cui ci troviamo: i maestri che, già oggi, alleveranno i cittadini futuri”.